Itinerario di pesca in Molise - Torrente Tappino Molise

Itinerario di pesca in Molise – Torrente Tappino


ITINERARIO DI PESCA IN MOLISE – TORRENTE TAPPINO

Torrente Tappino, il torrente che credeva di essere un fiume. Itinerario di pesca in Molise.




Il Tappino è un torrente di circa 40km che nasce nelle vicinanze di Campobasso. Più precisamente prende vita nel territorio di Vinchiaturo dal monte “La Rocca”. Durante il suo percorso accoglie le acque della fiumara Succia ed il torrente Fiumarello. Successivamente, giunto a fondovalle, la portata si fa maggiore. Nonostante ciò il suo corso mantiene un carattere prettamente torrentizio. Alla fine conclude la sua corsa nel fiume Fortore, poche centinaia di metri prima dell’immissione nell’invaso di Occhito.

La biodiversità ittica è davvero alta. Nel tratto a valle di Campobasso sono presenti barbi, tinche, carassi e cavedani. Tutti pesci che si possono facilmente insidiare con una canna fissa o una bolognese da cinque / sei metri. Molto divertente anche l’utilizzo della tecnica a spinning. Con piccoli artificiali minnow, rotanti ed ondulanti si possono insidiare nelle correntine e nelle buche dei cavedani.

Per circa due mesi all’anno il tratto finale del torrente e la zona di immissione nel Fortore hanno una portata importante di acqua. Questa condizione permette la pesca a feeder, oltre naturalmente l’uso dell’inglese e della roubaisienne.

La popolazione di carpe e di carassi del Lago di Occhito si uniscono a quelle stanziali. Nelle vicinanze dell’invaso tutta la zona viene completamente allagata durante le fasi di riempimento. Non è raro riuscire a pescare i grossi black bass che restano nel fiume quando le acque si ritirano. In particolare nel periodo di aprile e maggio, quando il livello si stabilizza.

Questo è il momento perfetto per provare a insidiare le carpe e i carassi con la tecnica del feeder. Naturalmente è sempre meglio fare un sopralluogo visto che la zona è selvaggia. Non vi sono accessi comodi e spesso l’area si modifica con le inondazioni e il riempimento del lago.

Valerio mi viene a prendere e dopo neanche mezz’ora di auto arriviamo ad una aria di servizio dove lasciamo la macchina e iniziamo a camminare per raggiungere la riva del fiume. L’idea è quella di capire meglio la situazione prima di iniziare a pescare. Le tracce dei cinghiali ci fanno strada. Giunti sul posto ci accorgiamo subito che non siamo i primi esseri umani a passare di li. Di certo però siamo i più educati visto che ci sono segni di “acchiappapesci”, come li chiamo io. La loro immondizia è infatti sparsa in riva al fiume.

Dopo una lunga e piacevole camminata decidiamo dove avremmo pescato il giorno successivo. La zona prescelta è a circa 200 metri dall’immissione del torrente Tappino nel fiume Fortore prima di una larga curva. Un’area con acqua lenta ed una larghezza di circa 25 metri dalla sponda opposta.

Ore 7.00. Ci siamo. Si parte con attrezzatura minimale. Con me solo Valerio che ha poche ore prima del lavoro, mentre Francesco arriverà più tardi a dargli il cambio. Sistemata l’attrezzatura e sondato il fondo decidiamo di pescare sulla riva opposta conservandoci una pesca più marginale come riserva.

Un paio di chili di pastura Colmic Wonder Black, mais, bigattini e sono pronto a lanciare una gabbietta da 30 grammi. Un terminale dello 0.12 mm, con amo del 20 a un metro dalla riva opposta. Neanche il tempo di pensarci troppo e sono alle prese con una serie di carassi.

Valerio con il method feeder non resta a guardare e le catture si susseguono con pause più o meno brevi. Nel frattempo la giornata di sole estivo è accompagnata da continue bollate di carpe. Poco prima di andare via, Valerio fa in tempo ad attaccare una bella carpa. Dopo un combattimento davvero divertente riesco a guadinargliela. Nel frattempo gli da il cambio Francesco, che con il lombrico innescato su un amo del 18 è alle prese con continue mangiate di carassi.

Le catture diminuiscono ma entrano le carpe. Ne riusciamo a portare a guadino qualcuna prima che un paio di “baffute Turbo” decidano di disintegrare i terminali. Il tempo per pescare oggi è finito e bisogna smontare e tornare alle macchine che sono lontane. Ho la netta sensazione che la pescata di oggi sia solo il primo round con le carpe del Torrente Tappino. Il torrente che per un paio di mesi all’anno si diverte a fare il fiume e regalarci queste pescate fatte di semplicità e puro divertimento.

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