Scopriamo il Pellet Waggler con Marco Frigerio PESCA A FEEDER

Pellet Waggler nuova frontiera del carpodromo con Drennan e Frigerio


ALLA SCOPERTA DEL PELLET WAGGLER CON DRENNAN, BAIT-TECH E MARCO FRIGERIO

Nel corso degli ultimi anni abbiamo affrontato sempre di più l’ambiente del carpodromo insieme all’amico Marco Frigerio del negozio Frigerio Pesca situato a Cesano Maderno in Via Garibaldi, a soli duecento metri dall’uscita della Superstrada Milano – Meda. La pesca in carpodromo è un ambito molto importante per i negozi di pesca, in quanto offrono sempre una buona resa di pescato in tutti i mesi dell’anno, garantendo al pescatore una valida alternativa quando l’ambiente libero per svariati motivi non permette di essere affrontato. Fino a qualche anno fa quando si parlava di carpodromo, nella maggior parte dei casi si pensava a pescate a senso unico con la roubaisienne. Solamente in rari casi, quando il lago lo permetteva, era possibile utilizzare anche l’inglese. Ma al di là di queste tecniche non si avevano alternative. Con l’esplosione della pesca a feeder e dell’utilizzo dei pellet si è aperto un mondo immenso per la pesca in acque commerciali. Il giro delle gare in questi ambienti si è incrementato, come si è diffusa sempre di più l’idea di liberalizzare le tecniche in manifestazioni di questo tipo. Dopo aver trattato svariati argomenti, questa volta abbiamo deciso di buttarci su una particolare tecnica di pesca proveniente da Oltremanica, che nell’ultima annata ha iniziato a diffondersi tra i pescatori: il Pellet Waggler. Come tutte le tecniche di pesca, feeder compreso, non si tratta affatto di una novità dell’ultimo lustro. Il Pellet Waggler era già conosciuto in passato, ma non si era mai trattato in dettaglio sulle riviste specializzate. Sfruttando l’arrivo in Italia dei nuovi galleggianti da Pellet Waggler di Drennan, distribuiti nel nostro Paese da Milo, si è pensato di presentare questa particolare tipologia di pesca. Teatro di questo servizio è stata ancora una volta la Cava Nord di Paderno Dugnano. Un posto che in inverno non dice granché, ma che nei mesi caldi ed in particolare da maggio ad ottobre regala uno stupendo colpo d’occhio paesaggistico essendo immersa nel cuore del Parco Nord Milano. Inoltre, oltre all’aspetto paesaggistico, la Cava Nord si presta ottimamente all’utilizzo del waggler. Dal nome si può capire molto a riguardo di cosa prevede questa tecnica, ovvero l’utilizzo del pellet sia come innesco, sia per la pasturazione. A prima vista potrebbe assomigliare alla pesca all’inglese, ma in realtà ha molte più cose in comune con la pesca a feeder come ci ha detto Marco. Si effettua quando la pesca è a brevi distanze in modo che si riesca a fiondare i pellet nell’area di pesca interessata. La caratteristica principale del Pellet Waggler è la tipologia di galleggiante. Si tratta di un galleggiante molto corto, in modo che penetri molto poco in acqua ed ha una risalita molto più veloce. Questi nuovi float di Drennan hanno presente al loro interno una piccola regolazione di peso che evita di piombarli ulteriormente, un po’ come i galleggianti da inglese all’italiana. Presenta due rondelle di regolazione ed in più delle alette sulla base del galleggiante. Queste alette diminuiscono la penetrazione in acqua del galleggiante. Questo perché come stile di pesca, utilizzando la tecnica del pellet waggler, dobbiamo avere un concetto leggermente diverso. Per prima cosa al di sotto del galleggiante si lascia una banda di finale che va dal metro ai due metri, senza essere piombato. Per quanto riguarda l’innesco, si utilizza l’anellino in gomma da posizionare al di sotto dell’amo che rimane scoperto. In questa maniera si facilita la fase di auto allamamento del pesce. Poi si passa alla pescata vera e propria, preceduta da una fiondata iniziale di pellet. Nel periodo estivo le carpe ed i carassi tendono a viaggiare sotto il pelo dell’acqua a causa delle alte temperature quindi i pellet fiondati avranno un viaggio verso il fondo di breve durata. Effettuata la fiondata, si entra con il nostro galleggiante all’interno dell’area pasturata che non sprofondando molto in acqua come i classici “inglesi” non spaventa il pesce ed anzi assomiglia molto di più ad un pellet che cade in acqua. In questa fase di non disturbo si hanno le catture. Le fasi successive di pasturazione devono prevedere pochissimi pellet alla volta, senza eccedere mai in quanto alimentando troppo rischiamo di portare troppo in profondità il pesce. Perché assomiglia molto alla pesca a feeder con il method? Perché non si ferra il pesce. Durante la mangiata il galleggiante si sposta ed il filo inizia a tendersi. Il pesce si auto allama e quando la punta della canna inizia a piegarsi si recupera la cattura. Motivo questo che obbliga l’utilizzo di canne morbide ed azioni paraboliche, come le canne da method e pellet feeder oppure delle inglesi di misura 3,90 mt o 4.20 mt. Non oltre altrimenti risulterebbero troppo ingombranti. E’ una tecnica conosciuta per la pesca in acqua ferma e nelle fisheries, ma nulla vieta di provarla anche in altri ambienti come i laghi ricchi di scardole e breme in superficie oppure sui cavedani.

Abbiamo citato prima di aver utilizzato un prodotto targato Drennan, che su questa tecnica ha grande esperienza grazie anche alla consulenza di grandissimi esperti tra cui il cinque volte campione del mondo Alan Scotthorne. I galleggianti in questione di Drennan sono gli Shorty Pellet Waggler disponibili nelle misure da 4 – 5 – 6 – 7 grammi. Abbinati ai Pellet Waggler di Drennan, non potevano mancare i pellet più utilizzati dai pescatori italiani a feeder ovvero i pellet targati Bait-Tech, altra azienda inglese distribuita in Italia da Milo. Si tratta del Carp Feed Pellets da sei millimetri, disponibile in sacchetti da due chilogrammi che presenta un alto tasso di nutrimento per il pesce. Realizzato con farine di pesce, questo prodotto della Bait-Tech è uno dei più utilizzati proprio alla Cava Nord, ma anche in altri laghi del Nord Italia come gli stessi Laghi Tensi in quanto le particelle rilasciate una volta in acqua richiamano il pesce in pochissimi minuti. Ideale sia da fiondare, sia per la pesca a method feeder. Molto importante ricoprirlo dall’acqua per due o tre minuti in modo che si ammorbidisca e possa essere posizionato sul pasturatore. Ovviamente come innesco non poteva mancare l’Halibut Marine Pellet che ormai è diventato un compagno di pesca nelle uscite in laghetto di Marco. Questo prodotto è disponibile solo in sacchetti da 900 grammi. Tutti gli articoli citati nell’articolo sono disponibili presso il negozio Frigerio Pesca di Cesano Maderno, dove potrete avere maggiori informazioni su come effettuare al meglio la pescata a Pellet Waggler che almeno una volta merita di essere provata.