Pescare al Lago di Annone PESCA AL COLPO

Pescare al Lago di Annone


PESCARE AL LAGO DI ANNONE CON ESCA E PESCA SPORT

Nel corso degli ultimi anni abbiamo imparato come e quando pescare al Lago di Annone. Ogni anno che passa, però, scopriamo sempre qualcosa di nuovo. Il secondo lago brianteo per dimensione, dopo il Lago di Pusiano, normalmente è tra gli ultimi a svegliarsi. Ovviamente si intende tra i laghi briantei, precedendo quasi sicuramente il Lago del Segrino. Quest’ultimo situato più in quota e con la temperatura dell’acqua nettamente più fredda.




Quest’anno il meteo è stata dalla nostra, a parte gli ultimi giorni attorno al periodo pasquale. Tra la fine di marzo e la prima parte di aprile, le temperature sono state più simili al mese di maggio che all’inizio primavera. Ciò ha permesso all’acqua del Lago di Annone di aumentare la propria temperatura. Nonostante ciò, la parte più piccola del lago non si è ancora svegliata del tutto. Le breme dovrebbero essere pesci abituati alle acque fredde, ma probabilmente in questa zona del lecchese si comportano diversamente.

Solamente qualche grosso esemplare di breme e di carassio si è fatto vivo nella zona Fipsas. Per il resto, tutto il lago sembra essere ancora abbastanza addormentato. O almeno per quanto riguarda le due specie prima citate. L’unico pesce che ha risentito dell’innalzamento di temperatura è la scardola. Centinaia e centinaia di scardole si sono avvicinate a riva per iniziare il periodo di frega. Ed effettivamente la stagione è quella giusta per la deposizione delle uova per questi ciprinidi autoctoni.

La parte più grande del Lago di Annone presenta pochi posti accessibili alla pesca e tante zone ricche di canneti. Non è un caso infatti che il pesce tenda a restare dove non viene disturbato. Le stesse breme, ancora assenti nelle zone maggiormente pasturate di Civate ed Oggiono, molto probabilmente stazionano ancora in prossimità dei canneti.

Ad ogni modo pescare al Lago di Annone in questo periodo è possibile. E’ possibile però con una variante particolare: l’utilizzo della bombarda. Bombarda per le scardole? E’ vero, potrebbe sembrare una pazzia, eppure!

Eppure è l’unico modo per riuscire ad avere continuità di catture. Con la tecnica all’inglese tutto tace. Con la tecnica del feeder tutto tace. Ed allora l’amico Simone Fumagalli ci ha svelato questo piccolo segreto per prendere qualche pesce. Con Simone non è la prima volta che ci rechiamo ad Annone. E’ uno dei posti più battuti dai suoi clienti, il negozio Esca e Pesca Sport di Muggiò. Per questo motivo è anche costantemente aggiornato sulla situazione della pescosità.

Fin dal periodo di marzo sono in diversi a cercare aggiornamenti per pescare al Lago di Annone. Ed il negozio di Simone è quello più indicato per chi arriva dalla periferia nord ed orientale di Milano e Monza.

Ma come si pescano le scardole in bombarda? Domanda abbastanza stupida se avete già utilizzato una bombarda. La scardola è un ciprinide che potremmo considerare quasi atipico. Questo perchè normalmente si nutre di alghe ed insetti, larve e non. Non è raro però andare anche a caccia di piccoli pesciolini. Forse per curiosità, forse per istinto naturale, ma la scardola si può catturare anche con piccoli artificiali.

Considerando le postazioni sfruttabili per la pesca e la distanza dai canneti, la bombarda è l’unica soluzione per arrivare in mezzo al branco. Necessaria una canna da tremarella, oppure anche un’inglese da quattro metri. Questa lunghezza, alberi permettendo, garantisce lanci lunghi. Il tutto è ovviamente correlato alla grammatura della bombarda ed alla distanza di pesca. In questa pescata la scelta è ricaduta su un peso tra i venti ed i trenta grammi, ma non sono da escludere grammature superiori.

Lunghezza del finale oltre il metro e mezzo ed alla fine un amo tra il 12 ed il 16. Come esca, in questo caso, il classico cagnotto bianco, giallo, arancione o rosso. Questi ultimi tre colori molto apprezzati dalla scardola. In alternativa si può utilizzare anche un’esca siliconica da 4 centimetri ad imitazione di un pesciolino.

Una volta caduta l’esca in acqua si recupera molto lentamente all’interno del branco di scardole. Queste tendono a restare nei primissimi strati di acqua. Facendo calare la lenza oltre i quaranta centimetri di profondità comporta zero mangiate. E’ fondamentale quindi che l’esca resti quasi a contatto con la superficie. Imprimendo piccoli movimenti il pesce mangia, attaccandosi praticamente da solo. Utilizzando come esca il pesciolino siliconico si può recuperare molto lentamente. La scardola andrà ad attaccare direttamente il pesciolino.

Ora come ora, pescare al Lago di Annone non è mai stato così semplice!

Per maggiori informazioni Esca e Pesca Sport in Via Oberdan 3 a Muggiò.

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