Scala di risalita di Isola Serafini NOTIZIE DAL MONDO

Scala di risalita di Isola Serafini


SCALA DI RISALITA DI ISOLA SERAFINI

Da ormai quasi tre mesi è attiva la scala di risalita di Isola Serafini. Un’opera di grande importanza, che dopo diversi anni finalmente è stata portata a termine. E dopo quasi 180 giorni si può dire che questa scala di risalità sul Fiume Po è in perfetta funzione. Sono infatti diversi i pesci che l’hanno utilizzata per superare la barriera impenetrabile della centrale di Isola Serafini.




Ad oggi, secondo i dati di GRAIA, Gestione Ricerca Ambientale Ittica Acque, si è visto il passaggio di tredici specie ed oltre quindicimila esemplari. Possiamo facilmente immaginare di quale specie si tratti considerando la fauna ittica del Grande Fiume.

Molto curioso il fatto che uno dei primi esemplari ad usufruire della scala di monta sia stata una trota marmorata. Barbo, cavedano, siluro, carpa, aspio e breme sono le specie che si sono viste dalla “camera con vista”. Altre specie ancora che potrebbero essere passate ci sono sicuramente i luciperca ed il rutilo.

Con l’arrivo della stagione calda inizia anche la risalita di quelle specie denominate anadrome. Si tratta di quei pesci che vivono per la maggior parte in acque salate, ma durante la riproduzione risalgono le acque dolci. E’ il caso del cefalo e soprattutto della cheppia. Ogni maggio, fino a circa il mese di agosto, migliaia di cefali si fermano proprio all’altezza di Isola Serafini in quanto non in grado di risalire.

Stesso discorso anche per la cheppia. Un pesce che assomiglia molto all’agone e che appartiene alla famiglia dei Clupleidi. La cheppia è un pesce argentato che prima della costruzione dei vari sbarramenti di Isola Serafini e Porto della Torre, è stato catturato anche a Locarno, sul Lago Maggiore. Si tratta di una specie molto ricercata dai pescatori a mosca e spinning. La cheppia non risale in grossi branchi, ma catturarne una è motivo di grande soddisfazione.

Tornando all’Isola Serafini ed alla scala di monta, ci sono diversi articoli ultimamente su alcuni portali web. C’è chi parla di un’ottima soluzione per riportare il fiume ai vecchi fasti e garantire di nuovo l’autoctonicità del fiume. Purtroppo non sarà affatto così. Non serve essere laureati in scienze naturali per sapere che al di sotto dello sbarramento di Isola Serafini, di pesci autoctoni ce ne sono ben pochi.

Con la scala di risalita di Isola Serafini si garantisce di nuovo un passaggio per i pesci dal mare fino alla sorgente ed i laghi e viceversa. Ma si tratta, eccezion fatta per cefali e cheppie, della risalita esclusivamente di pesci alloctoni. Barbi, breme e siluri popolano il secondo tratto del fiume in quantità. Caso mai a monte dello sbarramento emilo – lombardo si possono ancora trovare esemplari di cavedani e pighi.

Grazie proprio al sito di Graia possiamo pubblicare di seguito un breve filmato del passaggio di un grosso branco di Barbo comune europeo Barbus barbus.